Programma Tecnici Yoga Tradizionale CSEN

REGOLAMENTO ORGANICO DEL CORSO FORMATIVO YOGA TRADIZIONALE CSEN

DISPOSIZIONI GENERALI

1. Il corso formativo per Tecnici  Yoga Tradizionale CSEN, conformemente alle direttive nazionali, si suddivide in 5 livelli tecnici: Istruttore, Insegnante, Insegnante Esperto, Maestro, Maestro Esperto.

2. Per poter svolgere l’attività tutti gli atleti devono essere regolarmente tesserati per l’anno in corso. Le richieste di tesseramento devono essere redatte su apposita modulistica ed accompagnate dalla relativa quota annuale di iscrizione. Il tesseramento dovrà essere rinnovato annualmente. La tessera CSEN costituisce un documento di riconoscimento a tutti gli effetti.

3. I corsi per Tecnici sono aperti a coloro che hanno compiuto almeno i 18 anni.

4. Il sistema di graduazione è suddiviso, come specificato sopra, in 5 livelli.

5. La formazione tecnica dell’allievo avviene ad opera del proprio Insegnante di riferimento, il quale, al momento che riterrà opportuno presenterà l’allievo al Maestro e alla Commissione Nazionale per lo svolgimento  dell’esame di grado di cui ne verrà giudicato l’esito positivo o negativo. Passando di grado ogni Tecnico può collaborare maggiormente con il Maestro  nella gestione degli esami degli allievi e nella formazione tecnica degli Istruttori.

SANZIONI DISCIPLINARI

1. La violazione delle Norme Nazionali da parte dei tesserati è passibile delle sanzioni disciplinari previste dagli Organi CSEN.

2. La severità delle sanzioni dovrà essere commisurata alla gravità delle infrazioni commesse in base a risultanze degli atti ufficiali o a seguito di apposita istruttoria.

CORSI PER TECNICI YOGA CSEN

Note importanti sui Livelli Tecnici

Le motivazioni che possono disabilitare dall’insegnamento i Tecnici, anche se conseguito egregiamente il loro livello, sono le seguenti:

  • Non rispetto delle norme nazionali CSEN.
  • Non rispetto degli obblighi di aggiornamento previsti dal livello tecnico conseguito.
  • Non rispetto del programma CSEN previsto dallo specifico livello tecnico acquisito.
  • Più in generale, qualsiasi comportamento danneggi l’immagine della Disciplina di Yoga Tradizionale CSEN Settore Olistico.

NORME GENERALI SUI TECNICI

1. Il programma di formazione per Tecnici CSEN in Yoga è suddiviso in 5 livelli tecnici:

  • Istruttore

Totale 250 ore. Qualifica valida per la sola conduzione delle classi di Yoga (allievi). Convertibile con la qualifica RYT-250 PLUS della Yoga Alliance- International/Italia.

  • Insegnante

Totale 500 ore. Qualifica valida sia per la conduzione delle classi di Yoga (allievi) che per iniziare il tirocinio con un Insegnante Esperto o Maestro nella conduzione di corsi di formazione per gli Istruttori e Insegnanti). Convertibile con la qualifica: RYT-500 o ERYT-250/RYT-500 PLUS Yoga Alliance- International/Italia.

  • Insegnante Esperto 

Totale 760 ore, conforme agli standard richiesti per l’iscrizione nel Registro Professionale degli Operatori in DBN Regione Lombardia L.R. n. 2/2005). Convertibile con le qualifiche: RYT-500 PLUS/RYT-1500/ERYT-500 PLUS Yoga Alliance- International/Italia.

  • Per questi tre livelli tecnici è obbligatorio  l’aggiornamento periodico, con il Maestro di riferimento, per mantenere l’abilitazione all’insegnamento.

GRADI TECNICI SUPERIORI

  • Maestro

Qualifica attribuibile con minimo 20 anni di pratica e 10 anni certificabili dedicati alla Formazione di altri Istruttori e Insegnanti. Convertibile con la qualifica: ERYT-1500 Yoga Alliance-International/Italia 

  • Maestro Esperto

Qualifica attribuibile con oltre 20 anni di pratica e minimo  16 anni certificabili dedicati alla Formazione di altri istruttori e Insegnanti. Convertibile con la qualifica: Master Yoga Teacher 
Yoga Alliance-International/Italia 

È consentito un numero massimo di assenze ingiustificate pari al 10% delle ore complessive del corso. Superato tale limite non sarà possibile svolgere l’esame finale per il conseguimento della qualifica.

  • Solo i Tecnici regolarmente inquadrati sono autorizzati ad esercitare l’insegnamento dello Yoga CSEN.
  • Tutti gli Insegnanti Tecnici dovranno rinnovare annualmente il tesseramento CSEN.
  • Gli Insegnanti Tecnici possono prestare la loro opera presso le Associazioni affiliate CSEN o con Enti convenzionati.
  • È severamente vietato da parte dei Tecnici di ogni livello tenere corsi a nome dello CSEN su programmi che esulano dai programmi di formazione inerenti al livello conseguito e regolarmente ufficializzato.
  • I diplomi di qualifica per Tecnici vengono rilasciati previo il superamento degli esami intermedi al corso e del superamento dell’esame finale che si svolgerà in presenza del Maestro di riferimento e della Commissione Tecnica Nazionale.
  • Gli esami consistono in dimostrazioni pratiche, interrogazioni e questionari.
  • L’accesso o meno ai corsi dei Tecnici è a discrezione del Maestro di riferimento e dopo attenta valutazione dei requisiti dei richiedenti. È necessario inoltre un colloquio iniziale con il Maestro per valutare l’idoneità o meno al corso richiesto.
  • Per i Tecnici di 1°, 2° e 3° livello sono previsti aggiornamenti periodici per mantenere lo standard professionale e qualitativo.

PROGRAMMI FEDERALI LIVELLI TECNICI

DIPLOMA DI QUALIFICA DI ISTRUTTORE 1° LIVELLO YOGA TRADIZIONALE CSEN

250 ore

 

PARTE TEORICA

Padronanza dei seguenti argomenti:

  • Storia e origini della cultura vedica
  • Shruti
  • Smriti
  • Darshana (Yoga, Samkhya, Vedanta, Purvamimamsa, Vaisheshika, Nyaya)
  • Upaveda (Sthapatyaveda, Gandharvaveda, Dhanurveda, Ayurveda)
  • Vedanga (Shikshavedanga, Chandasavedanga, Vyakaranavedanga, Niruktavedanga, Jyotishavedanga, Kalpavedanga)
  • Ashtanga o Raja Yoga
  • Hatha Yoga
  • Mantra Yoga
  • Tantra Yoga (Dakshinamargatantra e Vamamargatantra)
  • Jnana Yoga
  • Bhakti Yoga
  • Karma Yoga
  • Dharma e Adharma
  • Approfondimento della costituzione individuale ayurvedica
  • Funzione delle principali piante ayurvediche
  • Alimentazione ayurvedica
  • Relazione tra asana e dosha
  • Roga (malattia secondo l’Ayurveda)
  • Anatomia ayurvedica
  • Fisiologia ayurvedica
  • Comparazione e punti di contatto tra tradizione vedica  e altre tradizioni antiche, in particolare sumera, accadica, babilonese ed egizia
  • Comparazione e punti di contatto tra tradizione occidentale, in particolare, giudaico-cristiana e tradizione vedica
  • Fondamenti di esoterismo hindu
  • Sistemi, apparati ed organi umani 
  • Conoscenza generale di base delle problematiche che possono insorgere nello sportivo, con particolare attenzione allo sportivo che pratica discipline in cui vi è una particolare sollecitazione del tessuto connettivo
  • Tecniche di primo soccorso
  • Fondamenti di lingua sanscrita

Testi  di studio

  • Vivekacudamani – Edizioni Ashram Vidya
  • Yoga Sutra (edizione di libera scelta)
  • Hatha Yoga Pradipika (edizione di libera scelta)
  • Gheranda Samhita (edizione di libera scelta)
  • Shiva Samhita (edizione di libera scelta)
  • Shatcakranirupanatantra (edizione di libera scelta)
  • Ayurveda – Frank John Ninivaggi, Ubaldini Editore
  • Manuale di Ayurveda – Bhagwan Dash, Manfred M. Junius, Edizioni Mediterranee
  • Astrologia dei Veggenti – David Frawley, Edizioni Vidyananda
  • Glossario Sanscrito – Edizioni Ashram Vidya
  • Manuale di anatomia e fisiologia (edizione di libera scelta)

PARTE PRATICA

Padronanza delle asana, dei pranayama, dei mantra e dei kriya seguenti 

PAWANMUKTASANA

SHAKTI BANDHA

ASANA

  • Vajirasana
  • Sukhasana
  • Ardhapadmasana
  • Padmasana
  • Siddhasana
  • Swastikasana
  • Suptavajirasana
  • Virasana
  • Yogamudra
  • Matsyasana
  • Guptapadmasana
  • Lolasana
  • Pashcimottanasana
  • Ushtrasana
  • Bhujangasana
  • Makarasana
  • Jyeshtikasana
  • Shavasana

SWARA YOGA

PRANAYAMA

  • Anuloma Viloma Pranayama senza Kumbhaka
  • Anuloma Viloma Pranayama con Kumbhaka
  • Yoni Mudra Pranayama
  • Basthrika

PRANAVA (RIPETIZIONE DEL MAHA BIJ MANTRA OM CON L’UTILIZZO DELLO SWARA YOGA)

MUDRA

  • Chin mudra
  • Jnana mudra
  • Shambhavi mudra

MANTRA

  • Sattvamantra (mantra
    di Vishnu)
  • Rajasmantra (mantra
    di Brahma)
  • Tamasmantra (mantra
    di Shiva)

    KRIYA

    DHYANA

     

    DIPLOMA DI QUALIFICA DI INSEGNANTE YOGA TRADIZIONALE CSEN

    500 ore

    Per poter accedere al corso di Insegnante è necessario aver conseguito il diploma di qualifica Istruttore Yoga Tradizionale CSEN.

     

    DIPLOMA DI QUALIFICA DI INSEGNANTE ESPERTO YOGA TRADIZIONALE CSEN
    760 ore

    Per poter accedere al corso di Insegnante Esperto Yoga Tradizionale CSEN è necessario aver conseguito il diploma di qualifica di Insegnante Yoga Tradizionale CSEN.

          •  

    DIPLOMA DI QUALIFICA MAESTRO YOGA TRADIZIONALE CSEN

    (qualifica attribuibile con  minimo 20 anni di pratica e 10 anni certificabili dedicati alla Formazione di altri Istruttori e Insegnanti)

     

    DIPLOMA DI QUALIFICA MAESTRO ESPERTO YOGA TRADIZIONALE CSEN

    (qualifica attribuibile con oltre 20 anni di pratica e minimo  16 anni certificabili dedicati alla Formazione di altri istruttori e Insegnanti)

    MATERIE COMPLEMENTARI AL CORSO TECNICI CSEN

    • 1° LIVELLO – ANATOMIA E BLS (PRIMO SOCCORSO)
    • 2° LIVELLO – RESPONSABILITA’ CIVILE, ASPETTI LEGALI E ASPETTI FISCALI
    • 3° LIVELLO – PSICOLOGIA GENERALE

     

    ESAMI PER TECNICI CSEN

     

    CORSI PER ALLIEVI CSEN

    Il corso per allievi di Yoga e Ayurveda è uno spazio di rilassamento e benessere psico-fisico e si struttura su una parte teorica (legami tra yoga e ayurveda, spiegazione di cosa sono le asana, i diversi pranayama ecc.) e una parte pratica (esercizi preparatori alle asana, asana, esercizi di respirazione ecc.). È un corso il cui obiettivo non è quello di acquisire necessariamente determinate competenze, perché non hanno lo scopo di formare operatori, ma quello di creare delle esperienze rilassanti e riequilibranti. È comunque previsto dal programma federale all’interno del corso un percorso formativo in cui l’allievo dopo appositi esami passa ad un livello successivo per un totale di 7 livelli scanditi da 3 fasi. L’allievo può quindi decidere da solo il livello di intensità attraverso cui esperire questi corsi. In entrambi i corsi è necessario munirsi di abiti larghi e comodi e di un’asciugamano.

    CENNI DI YOGA E AYURVEDA

    – aree tecniche dei corsi –

    L’Abhyangam è un antico trattamento di origine hindu che fonda le sue conoscenze sulla memorizzazione, sul trattamento e sulle reazioni dei punti marma, centri energetici maggiori e minori conosciuti e descritti da migliaia di anni in numerosi testi hindu (Caraka samhita, Sushruta samhita, Shuci veda, Asthanga hridaya, Asthanga samhita, Shat Cakra Nirupana Tantra, ecc.). Marma significa “nascosto”, questo perché in realtà la vera collocazione dei punti marma è sui tre corpi più sottili (pranomayakosha, manomayakosha, vijnanamayakosha), le tradizionali zone di riferimento massaggiate sul corpo fisico (annamayakosha) sono semplicemente le superfici corrispondenti nell’organismo; ma i veri punti marma sono “nascosti” ai 5 sensi. Tradizionalmente i punti fondamentali sono 365, ma quelli più comunemente utilizzati dagli operatori in massaggio ayurvedico sono dai 40 ai 60, di questi 365, 107 sono letali. Sono centri conosciuti fin dall’antichità sia dall’India che dalla Cina e successivamente dal Giappone e sono gli stessi punti vitali che venivano colpiti e traumatizzati nelle maggiori arti marziali più antiche (ci sono teorie sulla morte di Bruce Lee che adducono il suo forte mal di testa prima del decesso ad un colpo proibito di questo genere). Quando vengono colpiti producono serie conseguenze, quando vengono massaggiati correttamente possono guarire l’individuo dai suoi squilibri. Secondo l’ayurveda alla base di qualsiasi tipo di squilibrio organico e funzionale c’è la compromissione di uno o più punti marma. Lo stato patologico (roga) è il risultato di un accumulo eccessivo di tossine (ama) per un cattivo metabolismo dei 13 fuochi metabolici (agni) che porta ad un processo difettoso di scarico dei canali (shrotas) dell’intero organismo il cui risultato è l’intasamento dei punti marma interessati. I sistemi di scarico sono strettamente connessi con i sistemi circolatori che sono 14 (compreso quello mentale, manovahashrotas). I punti nevralgici di questi sistemi circolatori corrispondono ai punti marma. Nel corpo fisico questi centri energetici sono indicati da delle superfici corporee dove si concentrano il maggior numero di stimolazioni sensoriali, motorie e nervose. Quando si verifica un intasamento nei centri pranici corrispondenti a queste zone, tutto l’organismo ne risente, attraverso uno stato patologico dei tridosha, i tre umori bioenergetici inerenti ad ogni individuo (vata, pitta e kapha). L’ayurveda ritiene che l’intasamento tossico di questi punti marma sia il risultato di più cause tra cui, ad esempio, un’alimentazione scorretta, o meglio non corretta per la propria costituzione (prakriti) che è e resterà, secondo l’ayurveda, sempre individuale; oppure per uno squilibrio dei ritmi biologici principali (ritmo di veglia-sonno, ritmo di lavoro-riposo, ritmo di coppia, ritmi stagionali, ecc.). Anche posture e comportamenti fisici abituali ma scorretti portano ad un cattivo scarico di tossine. Sono solo alcuni semplici esempi (l’ayurveda va ben oltre), ma è per tracciare alcune linee di base. L’ayurveda considera inoltre il fattore mente (manas) come una delle principali cause dell’accumulo di tossine nei canali di scarico che poi si riversano in questi centri reagendo sul corpo fisico, anche la mente ha, secondo l’ayurveda, un suo sistema di canali come accennato precedentemente. Ovvero, si ritiene che l’individuo umano sia dotato di più corpi strutturati per analogia uguali, sebbene di densità diversa. Ogni involucro (kosha) da quello fisico a quello spirituale è composto da un sistema di ricezione, un sistema di assimilazione, un sistema di assorbimento, un sistema di metabolizzazione, un sistema di smistamento, un sistema escretorio di scarico, il tutto gestito dai sistemi di canali e i conseguenti punti marma. Questo vale tanto per il corpo fisico (annamayakosha), quanto, ad esempio, per il corpo mentale (manomayakosha). Come le cause di squilibrio e quindi successivamente patogene, secondo l’ayurveda, sono molteplici, così è anche per i trattamenti di intervento. Si può intervenire con una dieta appropriata, con l’utilizzo di piante appropriate, con dei massaggi appropriati, con degli esercizi yoga appropriati ecc. ma spesso è opportuno intervenire con più approcci insieme. La nota fondamentale comune a tutti i vari sistemi ayurvedici e yoga è che tutti agiscono per riequilibrare i dosha, decongestionare i canali di scarico, riattivare i punti marma per riportare un organismo al suo naturale stato di equilibrio. Nello yoga e nell’ayurveda è d’obbligo (per lo meno all’interno di questo corso) conoscere perfettamente la collocazione e la funzione di tutti i punti marma principali. Perchè è in questi punti che si formano i blocchi pranici che stanno alla base degli accumuli di tossine che si trovano nelle zone corrispondenti del corpo. Questi blocchi pranici e quindi all’interno dell’involucro pranico (pranomayakosha) sono, secondo l’ayurveda, il risultato di altrettanti blocchi corrispondenti a livello emotivo e mentale. L’ayurveda insegna che i corpi sottili, in particolare il pranomayakosha e il manomayakosha possono inquinare il corpo fisico qualora i rispettivi sistemi circolatori non funzionino perfettamente, ma insegna anche il contrario, e cioè che dal corpo fisico l’inquinamento può salire in alto compromettendo la funzionalità dei corpi pranico e mentale. Secondo il concetto più profondo dell’abhyangam si crea un processo a ritroso, si agisce dal basso, i punti marma del corpo fisico, per andare ad agire a livello più sottile. Questo è possibile perché la tradizione ayurvedica insegna che il punto marma e quindi ancor maggiormente il cakra principale, sono punti di contatto attraverso cui i vari corpi si toccano. Ogni punto marma minore è collegato ad altri punti marma di eguale entità i quali a loro volta si dividono in sottogruppi legati a punti marma maggiori, fino ad arrivare ai 7 marma principali che sono conosciuti come i 7 cakra, i quali controllano tutti i punti marma e tutti i corpi da quello mentale superiore a quello fisico denso. I 7 cakra o mahamarma (grandi marma) controllano tutti gli altri punti marma attraverso un sistema piramidale che, partendo da aree specifiche, si suddivide in distretti i quali sono in contatto gli uni con gli altri attraverso determinati canali. La Shiva samhita (testo yoga hindu) sostiene che tali canali a livello sottile (nadi), quindi nel corpo pranico siano 300.000, lo Hatha Yoga Pradipika (altro testo tradizionale hindu) ne cita 72.000. Quanti siano realmente ha poca importanza, quello che interessa ad un operatore ayurvedico è conoscere quelli che collegano i punti marma tra di loro e con i 7 cakra principali. Ogni punto marma, come accennato precedentemente, partendo da una zona specifica è in contatto attraverso le nadi a livello sottile e gli shrotas ad un livello più grossolano con altre zone corrispondenti. Ciò vale a dire che il sintomo che uno avverte in una zona può non essere e quasi sempre non lo è, direttamente collegato a quella stessa zona.

    Quindi, per fare un esempio, vi è un punto marma esattamente al centro del muscolo deltoide. Se uno avverte un dolore esattamente in quel punto senza averlo contuso, un serio operatore ayurvedico, a maggior ragione un massaggiatore abhyangam, oltre a ricercare la causa del sintomo in una zona diversa dal luogo di manifestazione, saprà anche che ci sono due livelli diversi di compromissione. Il primo è quello più superficiale, ed è quello più comunemente conosciuto dalla maggior parte dei massaggiatori ayurvedici, l’altro è il livello di compromissione più profondo, livello questo che non tutti gli operatori conoscono perché dipende dalla formazione che hanno avuto. Tornando al punto marma al centro del muscolo deltoide, qualora la superficie corporea indicativa di questo marma fosse dolorante, senza aver subito traumi, un massaggiatore ayurvedico collegherà questo dolore ad un problema circolatorio sanguigno (livello più superficiale), ma se questa compromissione è particolarmente intensa o dura da diverso tempo è bene non escludere la possibilità di un eccesso di secrezione di acido cloridrico nello stomaco (livello più profondo). Sia il sangue che l’acido cloridrico sono controllati dal tejas mahabhuta (elemento fuoco), per questo un serio operatore ayurvedico dovrà mettere in evidenza il collegamento che c’è tra questo marma, l’elemento fuoco, il pitta dosha ecc. Questo problema può avere numerose concause, tra cui si può spaziare da una cattiva alimentazione ad una cattiva gestione dell’elemento fuoco a livello energetico (sukshma tejas) e dunque psicologico. Quindi un operatore ayurvedico, conoscendo i vari legami tra i punti marma, non si limiterà ad agire sul suo muscolo deltoide, ma utilizzerà dei massaggi specifici sul punto marma e sui punti marma collegati a quello sintomatico, agirà sul punto marma maggiore di riferimento, ed inoltre presumibilmente utilizzerà delle essenze a base di oli essenziali per riequilibrare il dosha collegato a quel marma compromesso. Inoltre farà delle asana adeguate alla sua costituzione ayurvedica e così dei pranayama specifici, una dieta adeguata (annapanavidhi), uno sport adeguato, in sostanza uno stile di vita adeguato alla sua specifica costituzione per impedire nuovi intasamenti nei canali circolatori collegati a quella zona. L’ayurveda spiega così, ad esempio, le debolezze articolari individuali che uno sportivo può avere e logicamente tratterà il problema da un punto di vista più ampio. Per essere un buon operatore di yoga ayurvedico occorre avere una discreta conoscenza, oltre che dei punti marma e delle nadi principali, anche dei vari apparati dell’organismo umano (scheletrico, muscolare, circolatorio, digerente, nervoso, endocrino, linfatico, respiratorio, riproduttivo ed escretorio) sia da un punto di vista ayurvedico che occidentale. Sia lo yoga, sia l’ayurveda appartengono ad un’unica tradizione e ad un unico corpus conoscitivo e filosofico, entrambe le tradizioni adottano la stessa struttura dell’Universo, e cioè la Creazione attraverso i 26 Tattva (Principi) del Samkhya Darshana, ed è attraverso questi stessi 26 Principi che si sviluppano tutta la conoscenza yoga ed ayurvedica. Secondo la tradizione più antica dell’hinduismo non era possibile essere esperti in una disciplina hindu senza conoscere, per lo meno in parte, anche le altre. Tutta la conoscenza hinduista basa il suo sapere sui 4 Veda, i testi sacri fondamentali dell’hinduismo: Rig Veda (il più antico, il Veda delle strofe mantriche), Sama Veda (il Veda delle melodie e dei suoni), Yajur Veda (il Veda dei rituali), Atharva Veda (il Veda degli Atharvan, i sacerdoti del fuoco). Si dice che da questi quattro testi sacri sia nata tutta la conoscenza hinduista. Da qui nascono i 4 Upaveda (Veda secondari), i 6 Darshana (“visioni”, tradizioni filosofiche ortodosse vediche) e i 6 Vedanga (i mezzi ausiliari ai Veda). Da questi 16 orientamenti si sviluppano tutte le vere conoscenze hindu fedeli alla tradizione. Lo Yoga è uno dei sei Darshana (come il Samkhya accennato precedentemente) e quindi dipende in tutto e per tutto dai Veda da cui deriva. L’Ayurveda è uno dei quattro Upaveda e per questo non può prescindere dai Veda. Come insegnano i testi antichi non esiste Yoga senza Ayurveda e non esiste Ayurveda senza Yoga, sono due sistemi interdipendenti che si appoggiano l’uno sull’altro, ed è difficile capire dove finisce l’uno e dove comincia l’altro. La prima disciplina ad affacciarsi all’Occidente è stato lo yoga, fino a 20-25 anni fa circa dell’ayurveda se ne sentiva soltanto, e non sempre, parlare. Mentre lo yoga ha iniziato la sua carriera in Occidente agli inizi del 1900, l’ayurveda è stato importato dall’Occidente abbastanza recentemente. Questa è la principale motivazione per cui le due discipline apparivano separate, ma in India questo non è mai accaduto. Comunque, rispetto al passato dove in Occidente, soprattutto per ignoranza, lo yoga veniva praticato separatamente dall’ayurveda (non senza numerose difficoltà per la qualità del servizio), i maggiori orientamenti attuali (David Frawley, Bhagwan Dash ecc.) esprimono una riunificazione dell’ayurveda e dello yoga come disciplina unitaria, in linea con la tradizione più antica e con i testi originali di riferimento delle due discipline. Di yoga ce ne sono diversi tipi e tutti sono utilizzati dall’ayurveda: Raja yoga (yoga regale), Hatha yoga (v. dopo), Bhakti yoga (yoga della devozione), Karma yoga (yoga dell’azione), Mantra yoga (yoga delle formule sonore, che è un settore dello Hatha e del Raja yoga), Jnana yoga (yoga della conoscenza), solo per citarne alcuni. Lo Hatha yoga è un aspetto dello yoga il cui nome è il risultato di due termini: Ha, il Sole, e Tha, la Luna, nome che indica il naturale ricongiungersi dei due opposti in un’unità, uno stato di squilibrio che ricerca eternamente la sua completezza. Il Sole simboleggia la nadi solare di destra del corpo pranico dell’uomo, Pingala. La Luna indica la nadi lunare di sinistra del corpo pranico, Ida. Sono i due estremi simboleggiati anche dallo Yang e dallo Yin del Taoismo. Insieme alla Sushumna (nadi centrale) sono le tre nadi più importanti della struttura umana e influenzano potentemente il corpo e la mente dell’uomo. Secondo lo yoga, che deriva dalla radice sanscrita “yuj” che significa appunto “unire”, è attraverso l’unione (yoga) di questi due principi che è possibile risvegliare il potenziale energetico umano latente (kundalini) situato nel cakra alla base della spina dorsale (muladhara). Questo permette all’essere umano di rientrare in contatto con la sua parte più antica e profonda, riscoprendo così il suo naturale legame con tutti i ritmi della vita del Pianeta e del suo stesso organismo riappropriandosi della Scienza che guida entrambi, la Scienza della Vita (Ayurveda).

     

    BREVE BIOGRAFIA DEL Capo Istruttore

    (per visionare il curriculum completo vedere la pagina M° Giuseppe Montalbano)

    • Nasce a Livorno  nel  1974.
    • Cintura blu karate shotokan.
    • Ha praticato pugilato amatoriale per 10 anni.
    • Praticante di Hatha yoga e Mantra yoga da molti anni, si diploma nel 2003 in “Operatore in Ayurveda” presso l’Istituto italiano di Ayurveda di Firenze, corso triennale tenuto dal Prof. Vaidya Bhagwan Dash (Laureato e docente all’Università di Delhi con specializzazione in Ayurveda, è stato consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS -).

    QUALIFICHE TECNICHE

    INCARICHI FEDERALI

    • Membro del Consiglio Federale FEDIKA, in qualità di Consigliere, per il quadriennio 2017-2020.
    • Commissario Regionale FEDIKA per l’Emilia Romagna.

            IL PRESIDENTE DELL’A.S.D. MU-RASH

         Giuseppe Montalbano